Utente: NinaZafaz
Nome: AnnA
Studentessa,amante dell'arte in tutte le sue infinite forme. Sto cercando di diventare una musicista... riuscirà la nostra protagonista a raggiungere l'obiettivo della sua missione (di vita)? Altrimenti mi metto a fare la psicologa...

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..di volto mezzo tra bello e terribile..
Vita da musicista in erba
mercoledì, 28 ottobre 2009, ottobre 28, 2009 18:19
Mi hanno chiamato per far parte dell'Arcadia wind orchestra.
La mia risposta è stata SI, mi sembra normale!

Un solenne vaffanculo a quei livornesi di merda che non mi permettono di seguire gli studi  anche con il sassofono, alla facciaccia vostra!


Per ultimo ma non ultimo, un grandissimo e ufficiale grazie a Norman che riesce sempre a mandarmi nelle situazioni più belle.

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domenica, 25 ottobre 2009, ottobre 25, 2009 23:22
Sarà un periodo di "stanca". I luoghi comuni parlano sempre di "alti e bassi" in amore.
Sarà che più vado avanti e più non vedo una via d'uscita alla situazione che sto vivendo con questa persona. Non mi vergogno a scriverlo in un post, ne abbiamo appena parlato e ci siamo dati una buonanotte fredda e sbrigativa. Non era così tempo fa. Abbiamo compiuto due anni insieme da poco ma invece che essere un traguardo felice da festeggiare insieme è stato come svegliarsi di colpo da un sogno. Abbiamo realizzato che in due anni non è cambiato niente, abitiamo lontano e da quando sono a Livorno, ancora più lontano Io non posso lasciare perché mi sto costruendo una vita, lui non può lasciare perché opportunità di lavoro non ci sono e quello che ha se lo tiene stretto, giustamente. Per quanto ancora andremo avanti? Non saprei, non sappiamo. Ci siamo posti il problema sin dall'inizio, quello della distanza, e siamo stati molto ottimisti. Ora che il problema non si è per niente risolto l'ottimismo non c'è, tutt'altro: siamo stufi di come stanno andando le cose. Non c'è via d'uscita e se c'è implica sacrifici enormi che potrebbero cambiare talmente tanto la vita di uno dei due da rovinargliela e poi da lì a lasciarsi sarebbe un attimo.
Quando ci si scoraggia tutto diventa più difficile, anche volersi bene, e le parole non escono più. Non è vero che non si pensa più "ti amo" però non viene con la stessa naturalezza. Io mi sento stanca dentro.
Aspettiamo ancora, chissà che le cose non incomincino a girare nel verso che vogliamo noi e non contro.
Devo imparare a gustarmi i pochi momenti che passo con lui anche se è difficile perché ho sempre mille cose da fare ogni giorno.
Spero che ciò che ho scritto sia solo la testimonianza di un momento che abbiamo passato e superato alla grande. Magari quando rileggeremo queste righe sorrideremo felici e forti perché gli sforzi e le attese saranno stati ripagati.

Non so, dev'essere l'annata sbagliata per chi ha una storia importante, dove mi giro e dove si lasciano.

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martedì, 20 ottobre 2009, ottobre 20, 2009 12:21
La prima battaglia contro i mulini a vento si è appena conclusa. Non è durata molto, mi stanco subito e preferisco riservare energie per cose più produttive.
Ma l'amaro in bocca rimane.
Due anni consecutivi sono risultata ammessa alla classe di sassofono ma NO, non posso frequentare due classi principali. Ho scritto una lettera al direttore spiegandogli le mie ragioni: faccio solo musica, ho spirito di sacrificio, ho la possibilità di pagare doppia retta e tante altre belle cose. Senza dimenticare che quest'anno sono anche prima nella graduatoria di sassofono. Niente di niente. Quando è no è no.
Il motivo nessuno me l'ha detto, nessuno mi ha citato regolamenti, statuti, regole scritte su tovagliette da autogrill, niente.
I giochi sono già stati fatti, hanno già deciso chi entrerà nella classe di sassofono  quindi combattere non ha significato.

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venerdì, 02 ottobre 2009, ottobre 02, 2009 23:24
Ho coronato questi primi giorni del nuovo anno a Livorno con un piatto di sushi e sto con una pace interiore di difficile descrizione. I motivi sono tanti. Il sushi di stasera, ritrovare la quotidianità in città, stare bene in questa anche se non è mia, sembra di esserci stata da sempre, non si è interrotto nulla da quando l'ho lasciata a giugno. Al conservatorio ho ritrovato i compagni di chitarra e non solo e inspiegabilmente sono stata a mio agio. Ho visto con i miei occhi che tutti, anche il diplomato bravo e tosto, può essere messo in difficoltà e non poca. Non so, le persone diplomate mi sembrano circondate sempre da un'aura d'immensità e perfezione invece sono comuni mortali come noi, soggetti a dure critiche che forse fanno più male che non a me che sono per la via. Chissà. Mi ha fatto pensare e mi ha tranquillizzata.
Quest'anno, cascasse Livorno e tutto il mondo intorno, voglio davvero dimostrare di essere forte. Basta lagne. Anche se me le dirò, voglio essere subito forte ed in grado di alzarmi, rialzarmi, fare i primi passi davvero decisi in questo posto. L'altro anno, per il cambiamento che ha avuto la vita, ho fatto tutto in punta di piedi, sottovoce, sbirciando e chiudendomi molto in me. Quest'anno non deve essere così. Se ci devo essere, devo starci con fermezza, fisicità e mentalità sicura. E' un cammino quello che devo fare perché non sono di natura così, solo in alcuni ambiti, che almeno per ora, posso dimenticare.
Al masterclass ho sentito un sacco di bella musica, grazie ai miei compagni di studio. C'è stato un lungo periodo mesi fa in cui la chitarra non mi piaceva più, non le trovavo spunti d'interesse eppure è il mio strumento principale! Ascoltando molto in questi giorni, ho capito che può dare davvero tanto ma non devo perdere la pazienza. La perderò subito, mi conosco... Ma almeno non voglio restare disgustata per settimane com'è già capitato.
Mi sono stupita della mia ottusità, mi sono stupita perché l'ho riconosciuta, ho chiesto scusa mentalmente a chi avevo giudicato male, mi sono stupita di non essere così ottusa e sono stata meglio. Spero davvero sia un anno più positivo. Tutto dipende da me, se mi sentirò positiva tutto verrà di conseguenza.
Tra due settimane si comincia.

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venerdì, 18 settembre 2009, settembre 18, 2009 00:15
Mi rendo conto di essere molto pesante quando scrivo in questo spazio.
Stasera però volevo solo dire che sono tranquilla e soddisfatta della vita che sto svolgendo. Ieri sera pensavo a quante volte, quando avevo scuola, sono andata alle prove della
Street Band con pochissima voglia, un muso lungo fino ai piedi e tanto malessere, un perenne nervosisimo che durante le prove si scioglieva, poco, per riprendere il giorno dopo.
Anche se la mia frequenza è molto diminuita e ci vado solo d'estate, posso essere stanca, un po' infastidita da qualcosa che è successo durante la giornata, ma in fondo in fondo sono più leggera e profondamente tranquilla.
Gli ostacoli, i pensieri che spessissimo sorgono non sono altro che parte del cammino che ho deciso di intraprendere nonché una sfida molto personale che almeno stasera vedo con simpatia e sfacciataggine. La scuola non era un ambiente stimolante, sapevo qual'era il mio limite, sapevo di aver raggiunto l'apice (e chiamatemi pure  presuntuosa!) ed era noioso. Adesso sono l'ultima arrivata che deve migliorare, studiare come una pazza ma anche raggiungere l'apice con le proprie forze, come è sempre stato. Anche in questi mesi sentire di aver migliorato poche cose è piacevole perché significa che niente è sprecato.
Ci metterò di più, lo so, ma l'importante è arrivare in fondo bene.

Che ventata di orrimismo, ops! Che lapsus di scrittura su tastiera... Ottimismo.

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lunedì, 14 settembre 2009, settembre 14, 2009 22:52
Gli aspetti positivi di questa giornata:
- fa più freddo quindi mi posso coprire di più, infilarmi alla sera sotto le lenzuola e le coperte di pile, cercare il calduccio grazie solamente al calore del mio corpo così da scaldare il letto.

Gli aspetti negativi di questa giornata:
- ieri c'era Roberto, stamattina prestissimo è ripartito, ed io mi sento come se mi avessero pestato a sangue l'umore.
- Ho perso la mattina per fare un viaggio a/r c.d.piano-cinigiano ma dovevo farlo.
- Mi dovrei prepare in quindici giorni per un importante appuntamento al mio conservatorio ed io non ho niente di pronto. Sono stata giorni senza far quasi niente ed eccomi in preda ai soliti complessi di colpa, frustrazioni, seghe mentali. L'ho saputo solo oggi e questo mi fa incazzare alquanto.
- Il malumore fomenta ulteriore malumore, non mi farebbe ridere neanche il comico più bravo al mondo.
- Avrò sì e no detto dieci frasi oggi. Se apro bocca ho la voce da cavernicola.

Rendermi conto di quanto sono egoista e chiusa nella mia incomunicabilità con il mondo esterno è troppo facile. Bastano tre righe come queste qua. Che ci volete fare? Lasciatemi sola va... che domani sarà diverso, spero!

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domenica, 13 settembre 2009, settembre 13, 2009 11:28
Una pittura molto sentita e bella dell'esame di ammissione di sassofono da parte di un compagno di studi.

Colti sbagli


L'esame è andato bene.

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giovedì, 10 settembre 2009, settembre 10, 2009 00:22
Maremma! quanto so' nervosa in questo periodo. Maremma! quando tutto e tutti mi fanno incazzare. Maremma! quando mi sveglio la mattina e sono tutta indolenzita e ancora con una montagna di sonno, manco avessi dormito mezz'ora. Maremma! alla voglia di studiare che non c'èèèè! Maremma! quando la sera non ho sonno e mi giro rigiro nel letto non trovando una posizione e un pensiero su cui posarmi. Maremma! a questi periodi di merda che mi mettono una grinta negativa addosso da far paura. Maremma! perché tra un giorno ho l'esame di ammissione di sassofono: solo due posti su sedici candidati. Maremma! a chi mi dice che andrà bene perché anche se non andrà bene stavolta me ne fregherà davvero poco. Maremma! alla chitarra e alla marea di cose che mi ha dato da fare. Non l'ho fatto manco mezze e quelle mezze manco bene. Maremma! alle forze che se ne vanno quando suono sassofono: a tratti vedo più scuro e con tante stelline, manca poco che cado in terra. Maremma! a 'sto post di merda, ma se non l'avessi fatto avrei rotto qualcosa.

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venerdì, 04 settembre 2009, settembre 04, 2009 21:21
Tornare a scrivere qui è sempre un problema perché non so mai cosa uscirà fuori dalla mia mente quando mi dico: adesso scrivi e sfogati.
La prima cosa è che in questi giorni sto facendo sogni molto angoscianti. Due giorni fa sognavo di andare a sciare insieme a due amiche. Sciavo anche bene, che stile! Peccato che nella realtà non abbia mai infilato mezzo scarpone... Ma questo è solo il pacifico inizio: dopo ero in un paesino antico con i miei genitori e ad un certo punto scappavo con altre persone perché un tizio voleva uccidemi. Nella scena dopo mi vedo sopra il camper di famiglia che percorriamo una strada in salita di montagna, non asfaltata e costeggiata da alberi. Ad un certo punto vedo un ponte sopra di noi e impiccata al ponte, che penzolava, una bambina di spalle. Poco prima di passare oltre la bambina, con disinvoltura, si sposta e se ne va. Nessuna traccia della corda. Fa molto film horror ma non quanto il finale del sogno di stanotte.
Ero insieme ad altri tre amici della Street band in un posto sperduto, con vegetazione lussureggiante. Non avevamo nessun mezzo di trasporto ed eravamo vestiti estivi. Mi ricorda il safari. Ad un certo punto mi trovo alla testa del gruppetto, a correre, perché eravamo inseguiti da King Kong che, ovviamente, mi voleva uccidere (non ci ma mi). Dopo una via in salita, che in realtà era un rigagnolo di acqua (la che mi bagnava i piedi e le canne di bambù cui mi appoggiavo) arriviamo ad un gruppetto di ville rosa, più che ville assomigliavano alle villette a schiera. Entriamo dentro sfondando la porta (sapevo dentro di me che erano case delle vacanze e in quel periodo chiuse). Per un po' ci addentriamo per la casa, molto ben arredata, ma dobbiamo sfondare altre porte, stavolta a vetri, perché altrimenti King Kong ci poteva vedere. Faccio capolino dalla porta e sento urla di persone: è vicino e lo vedo in lontananza. Lui si volta e sembra che mi veda. Io sento una paura addosso incredibile perché sono convinta che potesse vedermi. Ritorno in casa e avverto gli altri che è vicino. Quando torno mi accosto alla porta, vedo in aria fuochi d'artificio blu e le urla del mostro. Capisco che è appenauna casa più in là così mi rifugio nello studio di questa casa. Ha le pareti basse e lo ricordo con colori tendenti al giallo. C'è una vetrina di legno a vetri e c'è appoggiata una bambola abbastanza grande (che vagamente mi ricorda la bambina impiccata del sogno di prima solo che stavolta la vedo solo di faccia). Questa bambola aveva il viso fatto di carne molto rosa e bitorzoluta, occhi malefici. Lentamente muta la bocca a ghigno cattivo e altrettanto lentamente rivolge gli angoli della bocca verso il basso come fosse arrabbiata.
Mi sveglio. Erano le sei e mezza della mattina e avevo una paura allucinante di richiudere gli occhi e dormire così mi sono alzata.

Vorrei tanto sapere cosa succede. Non sono stressata, ho passato periodi molto peggiori... Qualcosa che cova dentro da tempo lo sento ma ancora non capisco cosa sia. Non lo so riconoscere. Che abbia troppa paura, inconscia, a scoprirlo?
Non mi prendete per stupida ma attribuisco tanta importanza ai sogni, in senso freudiano. Vogliono manifestare qualcosa, una valvola di sfogo improbabile nella vita reale. Ma cosa devo sfogare?

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venerdì, 14 agosto 2009, agosto 14, 2009 18:24
Ne ho incontrata di gente odiosa in questo periodo. Mi sono chiesta se sono io ad essere più insofferente ma alla fine mi sono detta un bel chissenefrega: ho abbassato anche troppo la testa per fare i comodi degli altri e adesso è ora di dire NO.
Ho avuto a che fare con quel genere di persone che vogliono comandare a bacchetta, dare pareri senza sapere i fatti, pronunciare sempre l'ultima parola.
In un modo così sfacciato, regale e superbo.... Mi fanno arrabbiare perché non capisco come si possa essere così; allo stesso modo non capisco né tollero le persone che pendono dalle labbra di cotali individui. Sono, entrambe le categorie, odiose. Stavo per perdere la pazienza e ultimamente ho notato che grido di più quando sono esasperata. Scoppio, non mi trattengo, con il senno di poi non capisco come siano arrivate alla bocca quelle parole. E' una sensazione brutta perché mi sembra di essere posseduta da chissà quale entità aggressiva, invece sono solo io. Mi faccio paura e disprezzo ma è l'unico modo che ho, quelle rare volte, per non affogare nell'apatia oppure per non farmi mettere i piedi in testa.
Altra categoria di odiosi: gli ipocriti.
Mi circondano, sono dappertutto, mi confondono e mi fanno credere al loro bla bla da sempre perché sono ancora convinta che le persone siano buone e coerenti ma invece... Ci comportiamo in modo diverso a seconda di chi abbiamo accanto. Parlo alla prima persona plurale perché succede anche a me ma per alcuni la differenza è talmente abissale che dubito sia un comportamento istintivo.

Non voglio crescere. Si diventa finemente ipocriti, ci si rabbuia, cresce il cinismo. l'opportunismo, l'egoismo. No, non voglio crescere.

P.S. Vorrei sapere chi cerca quotidianamente "clitennestra pizzocri".
Lo spettacolo non sarà più fatto; la pagina dedicata allo spettacolo è solo una cioè il post precedente a questo. Ci sono stati anche troppi casini in merito e se c'è qualcosa che volete dire commentate, è un blog aperto agli utenti anonimi (solo quelli educati).

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giovedì, 23 luglio 2009, luglio 23, 2009 21:03
30 luglio ore 21.00

Castiglione della Pescaia
Piazzetta della chiesa di S. Giovanni

Appuntamento con Clitennestra

testi di Mariella Pizzocri


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lunedì, 20 luglio 2009, luglio 20, 2009 18:40
Domani, prima lezione di pianoforte della mia vita.

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martedì, 14 luglio 2009, luglio 14, 2009 23:31
Riflettendo durante un familiare viaggio verso le terre cinigianesi, ho scoperto una cosa importantissima. L'apatia mi attanaglia da giorni: né un pizzico alla chitarra, né un soffio dentro il sassofono. Rimando a chissà quando, tanto le vacanze sono lunghe... Illusa. Nascondo a me stessa la mancanza di amore verso i miei strumenti e nello scopo della mia vita che, inesorabilmente, si sono riversati nell'ambito "privato". Sono arrivata a questa semplice, sintetica ma impressionante conclusione: se non riesco ad amare la musica, non riesco ad amare colui che mi sta accanto e viceversa. Non significa smettere di provare un simile sentimento, sarebbe del tutto falso. Una cosa è certa: mi manca quello slancio, quella vitalità che mi tiene sempre viva e che mi permette di andare avanti con la grinta che sento, in fondo in fondo, di avere.
E' stata una giornata che definirei gggrrr, un po' di notizie che hanno colpito il mio orgoglio di ex studentessa modello. Uff, che baggianate!, mi sono detta, cresci!, ho spronato il mio io che preferisce regredire. Smetterò di darmi addosso solo quando riacquisterò quell'amore di cui parlavo prima. Arriverà quando meno me lo aspetto.

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martedì, 23 giugno 2009, giugno 23, 2009 23:41
E' in serate come queste che le parole mi vengono di getto e mi offrono un sorriso inaspettato.
Ho dato uno sguardo veloce al lettore mp3. C'è una cartella con tutte le nostre canzoni, quelle che ci hanno accompagnati per i primi mesi insieme. Tu per l'anniversario dei tre mesi le hai volute annunciare come fossi il mio dj per una sera. L'ho sentita poco quella traccia audio perché la tua voce... E' la sola cosa che mi rimane quando siamo lontani e risentirla così nitida, come se mi sussurrassi all'orecchio, mi fa rabbrividire dal piacere e dalla tristezza. Mi chiedo quando finirà questo esilio forzato, l'uno distante dall'altra a causa del lavoro, dello studio, della vita che abbiamo e che ancora non riusciamo a far coincidere.
Se in alcune serate mi rammarico e... mi maledico, perché soffro tanto, alcune serate come queste mi dico che passerà. Sono quasi due anni che stiamo insieme e sono passati così in fretta che sono fiduciosa: passeranno in fretta i mesi e gli anni futuri che ci separano. La normalità arriverà anche per noi.
Devo riuscire ad essere forte, le tentazioni per scappare da questa situazione si sono presentate così tante volte quest'anno... Ma cosa risolverei? Mi priverei di te e non ha senso. Sei stata la persona che in assoluto mi è stata più accanto in questa mia vita. Che pazienza per sopportare questo mio carattere contorto e burbero... Ma ogni parola che mi dici alla sera è un sollievo per tutto quello passato durante la giornata e mi addolcisco anche se non te lo dimostro.
Ti auguro che tutti gli sforzi che stai facendo in questo periodo per la tua musica siano ripagati. La tua soddisfazione mentre mi parli delle registrazioni è il miglior premio: mai prima d'ora hai parlato di te stesso con tanta serenità.
Ti sarò accanto sempre.

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domenica, 21 giugno 2009, giugno 21, 2009 19:59
Max

Dettaglio di Max

Max
Max, il mio sax, è nato nel 1982. Suono uno strumento più grande di me e si sente: il suono è maturo ma morbido allo stesso tempo. Siamo stati un tutt'uno da subito, sembrava fossimo stati sempre insieme e lo saremo per molto molto molto tempo.
Mi incuriosisce il suo passato. Chi l'ha suonato prima di me? Se potesse parlare, che storia mi racconterebbe?
Non lo potrò mai sapere ma sicuramente insieme a lui scriverò parte della mia vita.

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18 ottobre:Street Band alla festa della Castagna ad Arcidosso.
1 novembre:Street Band al Castratone di Piancastagnaio.
15 novembre:Street Band a Montelaterone.
22 novembre: La filarmonica "G. Rossini" festeggia Santa Cecilia.




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